UNA GIORNATA AL VINITALY

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Partenza da Voghera lunedì 8 aprile 2019 ore 5,50 in compagnia di mio figlio Stefano.  In vista delle indicazioni per l’uscita a Verona, i cartelli indicano che il casello di Verona Sud è bloccato per eccesso di traffico, consigliando di uscire a Verona Nord, cosa che facciamo. L’uscita dal casello (con il telepass) appare normale ma dopo poche centinaia di metri il traffico è bloccato: per farla breve abbiamo parcheggiato l’auto alle 10,40 ( solito problema di tutti gli anni).

Quest’anno Santa Giustina, l’azienda che seguiamo come consulenti tecnico/commerciali, non partecipa a Vinitaly con proprio stand, esponendo i vini nel padiglione comune del Consorzio Colli Piacentini. Il nostro stand di riferimento diventa dunque Cà Del Santo (di mio fratello Carlo che con la moglie Laura gestisce l’azienda) ubicato nel padiglione Lombardia.

Giunti allo stand e depositati borse e bagagli, iniziamo le visite, partendo proprio dall’azienda Cà del Santo. Innanzitutto perché Cà del Santo? Perché il capostipite di famiglia Santino Saviotti, bisnonno di mio padre Ottaviano, veniva chiamato Santo, in dialetto Sant, da qui Cà dal Sant ! Bene, Carlo ha sviluppato in maniera molto intelligente l’azienda di nostro padre, impostata sulla vendita del vino in damigiana. Ora produce vini di altissima qualità ed innovativi dal punto di vista tecnologico: guidati da Sonia, la nipotina studentessa alla facoltà di Enologia e Viticoltura presso l’Università di Milano, abbiamo degustato un ottimo spumante classico DOCG, un piacevolissimo spumante charmat AROM frutto di un sapiente taglio di vini chardonnay, sauvignon e moscato ed un interessantissimo bianco fermo ottenuto da uve gewurztraminer associate a riesling italico.

Proseguendo nel nostro “giro” arriviamo in Toscana da Castello di Oliveto, azienda di Castelfiorentino, gestita dalla famiglia Borgioli e sapientemente diretta da Sandro Bertelli. Qui degustiamo il loro prodotto di punta: il VIN SANTO, il quale associato ai cantucci della signora Luisa rappresenta un’autentica delizia. Con affetto salutiamo Sandro e Caterina proseguendo il nostro giro fra i padiglioni.

Arriviamo in Emilia Romagna, in compagnia di Gaia Bucciarelli degustiamo alcuni vini dei Colli Piacentini trovando un interessante Ortrugo, ottimo per il profumo e la piacevolezza del gusto, un altrettanto piacevole Gutturnio frizzante ed un superlativo Gutturnio Superiore …naturalmente prodotti da Santa Giustina !!! Ci spostiamo allo stand Casabella dove troviamo l’amico Enologo Antonio Maccieri che ci propone il suo Lambrusco che vende soprattutto nel mercato Statunitense, Messicano e Brasiliano. “Maccieri Lambrusco è un vino robusto, piacevole al gusto che scalda il tuo cuore “ dice Antonio e noi ne troviamo conferma !

Una visita veloce in Sardegna con i loro piacevoli vermentini e poi approdiamo in Sicilia. Qui Stefano aveva un appuntamento con l’azienda Baglio del Cristo di Campobello di Campobello di Licata. Il Responsabile commerciale, molto ospitale, ci ha proposto i loro vini: quattro bianchi e quattro rossi prodotti con l’applicazione delle più moderne tecnologie. I risultati sono stati per noi sorprendenti, abbiamo assaggiato dei vini bianchi freschi, profumati, piacevolissimi …vini che solo pochi anni fa potevi trovare solo nelle regioni “fredde” (Trentino, Friuli). Anche i rossi li abbiamo trovati di ottima qualità ottenuti con nero d’avola, cabernet, merlot.

Un giro nel Trentino per incontrare le Distillerie Bertagnolli, specializzati nella produzione di ottime grappe, dove ci hanno proposto due tipi di liquore amaro ancora allo studio dei tecnici, ottenuti dall’infuso di erbe: una tipologia con fondo deciso sull’amaro, l’altro più morbido con un finale sul dolce ed un aroma di vaniglia.

Passiamo in Piemonte facendo tappa alla cantina sociale del Nebbiolo, dove però degustiamo un moscato frizzante eccezionale, dal profumo intenso di rosa canina e dal gusto pieno ed aroma lunghissimo.

Ritornati ancora in Lombardia, tentiamo di approdare in Franciacorta ma rinunciamo per eccesso di caos.

Questo per me è forse il 30esimo Vinitaly a cui partecipo. Certo, questa manifestazione rappresenta un evento senz’altro importante, una vetrina della produzione vitivinicola nazionale. I progressi tecnologici sia in vigna che in cantina tesi alla valorizzazione della qualità dei vini e degli spumanti si percepiscono attraverso la degustazione dei prodotti.

Le considerazioni però sono un po’ le solite: tantissima gente, molti dei quali curiosi di un giorno, tantissime chiacchiere, tanti amici colleghi che non vedevi magari da anni, tanti bei discorsi, tante spiegazioni, tante bottiglie aperte, tanti salami tagliati, tanti sforzi economici da parte delle aziende espositrici ma pochissimi sforzi da parte dell’Ente organizzativo della Fiera tesi a migliorare l’accoglienza ed i servizi per Operatori e Visitatori.

Arrivederci comunque a Vinitaly 2020 !!

Guerrino Saviotti