TEATRO SOCIALE DI VOGHERA, POSA DELLA PRIMA PIETRA

Facebooktwittermail

Un momento che segna una svolta la posa della “prima pietra”. Certo, si tratta pur sempre di un momento simbolico, ma di quelli che servono per dare il via ad un nuovo corso. Stiamo parlando del Teatro Sociale di Voghera e della cerimonia che è andata in scena prima in sala consiliare a Palazzo Gounela e poi direttamente allo storico teatro, per l’ultima fase di restauro e recupero funzionale. Per chi non lo avesse mai visto all’interno si tratta di un piccolo gioiello in perfetto stile neoclassico, chiuso ormai da trent’anni.  Fu progettato dall’architetto milanese Giacomo Moraglia su incarico della Società del Teatro e venne poi realizzato, tra il 1842 e il 1845, con alcune modifiche al progetto originale, dall’architetto Gioacchino  Dell’Isola. Ad Angelo Moia si devono i diciotto scenari e ai fratelli Morgari il sipario raffigurante il passaggio delle ore (non più esistente); gli ornati di stucco della facciata sono stati eseguiti dal torinese Giovanni Gibello e il bassorilievo in bronzo raffigurante Giuseppe Verdi è opera del milanese Enrico Cassi. Ha una capienza di 600 posti con 62 palchi disposti su tre ordini. Nel 1889, sul palco del Sociale, a dirigere l’Aida, fu chiamato il ventitreenne Arturo Toscanini, al quale la città  offrì una corona d’alloro, gioielli, una pergamena e una medaglia coniata appositamente. Nel secondo dopoguerra fu utilizzato come sala cinematografica, fino al 1986, anno di chiusura per ragioni di sicurezza. La conclusione dei lavori è attesa per il 19 aprile del 2020 e prevede tra l’altro il rifacimento delle scale, dei servizi igienici, dei pavimenti e degli impianti di riscaldamento e condizionamento dell’aria, oltre ovviamente a palchetti, intonaci, tinteggiature e decorazioni che dovranno essere restaurate. L’importo dei lavori supera di poco i 3 milioni di euro. Al termine potrà ospitare 340 persone, di cui 154 in platea, 60 al primo ordine, 61 al secondo e 65 al terzo. Dai lavori resta escluso al momento il Loggione. Dopo tanta attesa i vogheresi iniziano nuovamente a fare il conto alla rovescia.