SMOG, ECCO LA PRIMA TOP TEN DELLE PIANTE MANGIA POLVERI

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Acero riccioAllerta inquinamento a Milano per le alte concentrazioni di polveri nell’aria favorite anche dall’effetto combinato dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilità pro capite di spazi verdi. Nel capoluogo lombardo, infatti, ogni abitante dispone in città solo di 17,9 metri quadrati di verde urbano a testa, a fronte di una media italiana di 31,1 metri quadrati. È quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione dell’adozione delle misure antismog a Milano, dove per 4 giorni consecutivi è stato superato il limite consentito dei livelli di polveri sottili nell’aria.   Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto  – sostiene la Coldiretti – non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato che concorre a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. In particolare – spiega la Coldiretti – al vertice della prima top ten delle piante in grado di catturare quasi 4000 chili di anidride carbonica (CO2) nell’arco di vent’anni di vita, bloccando anche le pericolose polveri sottili PM10 e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante, troviamo l’Acero Riccio: ogni esemplare è in grado di assorbire fino a 3800 chili di CO2 in vent’anni e ha un’ottima capacità complessiva di mitigazione dell’inquinamento. A pari merito, con 3100 chili di CO2  aspirate dall’aria, ci sono poi la Betulla verrucosa e il Cerro.  Catturano fino a 2,8 tonnellate di CO2 in un ventennio il Ginkgo Biloba, il Tiglio nostrano, il Bagolaro, il Tiglio selvatico, l’Olmo comune e il Frassino Comune. L’Ontano nero, con 2,6 tonnellate, chiude la top ten delle piante mangia smog elaborata dalla Coldiretti su dati CNR.   Le polveri PM10 – spiega la Coldiretti regionale su dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente – causano ogni anno in Italia circa 80.000 morti premature. Una vera e propria emergenza che ha portato diverse regioni del Nord, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna ad adottare stringenti limitazioni al traffico e all’uso di combustibili da riscaldamento.     “Per questo – dichiara Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia e Vice Presidente della Coldiretti nazionale – è importante la riconferma del bonus verde anche per il prossimo anno nella legge di bilancio in discussione, per favorire la diffusione di “polmoni verdi” nelle città. Si tratta di un segnale importante per un settore da primato del Made in Italy come il florovivaismo, che in Italia vale complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro e che solo in Lombardia conta su seimila aziende, tra floricoltura e servizi, oltre la metà delle quali si concentra nelle province di Milano, Varese, Como e Brescia”. Una misura strategica per la lotta all’inquinamento – conclude la Coldiretti – anche alla luce del provvedimento adottato dalla Commissione europea che il 17 maggio 2018 ha deferito l’Italia (insieme a Francia, Germania, Ungheria, Romania e Regno Unito) alla Corte di giustizia dell’Ue per mancato rispetto dei valori limite stabiliti per la qualità dell’aria e per aver omesso di prendere misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento.