QUEL CHE ACCADE A CASA MATTI

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Centinaio“Noi siamo sul territorio. Noi lavoriamo per difendere e tutelare i nostri cittadini. Loro ci impongono l’invasione”. Così il senatore leghista Gianmarco Centinaio  a proposito di quel che accade in un piccolo borgo in provincia di Pavia, a Casa Matti di Romagnese, dove il numero di persone richiedenti asilo è uguale a quello degli abitanti: 25 profughi, smistati dal ministero dell’Interno, contro 25 residenti, in  gran parte pensionati. Tra i residenti serpeggia molto scetticismo riguardo una scelta che rischia di turbare la tranquillità del luogo. Non perché sia successo qualcosa, ma semplicemente per la percezione di un’insicurezza alimentata probabilmente anche da un certo atteggiamento verso i profughi di parte dell’informazione e della politica.  L’opportunità di inviare 25 uomini tra i 20 e 30 anni, tutti di nazionalità africana, in un borgo a quasi mille metri di altitudine dove, soprattutto nella stagione invernale, non c’è molto da fare, è al centro anche di un’interrogazione parlamentare al ministro Alfano presentata dal senatore leghista Gianmarco Centinaio, che ha definito “irragionevole” la scelta. Per comprendere bene la vicenda mancano le ragioni che hanno spinto i titolari dell’altro albergo del paese a offrire la propria disponibilità nell’ospitare i profughi: probabile che il loro punto di vista sia diametralmente opposto a quello degli altri concittadini.