PUGNO IN VOLTO ALL’ARBITRO, UN 30ENNE VIGEVANESE: LO SPORT DA CONDANNARE

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Lo sport dovrebbe insegnare sani valori. Almeno sulla carta. Perché poi in realtà, complici anche gli adulti, che dovrebbero dare il buon esempio, durante le gare agonistiche la tensione sale e vola spesso qualche parola di troppo. In questo caso è volato anche un pugno di troppo, condito da minacce, insulti e un bestiario degno del peggior atleta. Tutto è accaduto Domenica 27 Maggio durante la gara di basket tra Città di Opera e Canottieri Milano, valida per il campionato Promozione maschile, finale gara 1. Ad avere la peggio è stato il primo arbitro, un 30enne vigevanese, Stefano Brogin, finito in ospedale per un pugno al volto e minacce da parte di un giocatore della Canottieri, la squadra ospite. Mancavano pochi secondi dalla fine dell’ultimo quarto, un giocatore ha commesso fallo e sono stati concessi due tiri liberi alla squadra avversaria. Gli ospiti, avendo perso all’ultimo tentativo di tiro da tre, hanno bloccato l’arbitro durante il suo ritorno al tavolo degli ufficiali di campo, con il coach della Canottieri Matteo Alessandro Eleni e gli altri giocatori  a protestare sulle decisioni prese. In quel momento, come una furia, si è avvicinato un giocatore della stessa Canottieri (il n. 50 Federico Davide Tomm Eleni), ha preso per il polso l’arbitro, il quale ha cercato di togliere la presa. In suo supporto è intervenuto un altro compagno di squadra (il n. 11 Luca Ronchi) e sono volate parole grosse. Eleni, non contento, è andato oltre: ha preso l’arbitro Brogin da dietro, lo ha bloccato con violenza agganciando il collo con il braccio sinistro e poi gli ha sferrato un pugno sullo zigomo sinistro, colpendolo. Poi si è diretto verso gli spogliatoi e lì ha sfogato ancora la sua furia danneggiando anche la porta. A Stefano Brogin, dopo la visita all’ospedale di Vigevano, sono stati prescritti 15 giorni di prognosi per vistosi segni sul collo con escoriazioni, dolore allo zigomo, collo bloccato e il giorno dopo visita dall’oftalmologo con la diagnosi della “infiammazione della retina a causa dell’impatto e occhio con capillari rotti per il pugno violento ricevuto”. Oggi Stefano ricorda quei concitati momenti: “Mai mi sarei aspettato una cattiveria del genere, la voglia di fare male da parte del giocatore, senza contare quelle minacce verbali. E’ assurdo che cose del genere possano capitare durante una gara di basket”. Nel frattempo sono arrivati i provvedimenti del giudice sportivo per la Canottieri Milano (multa e ammenda per offese e minacce del pubblico agli arbitri) ma soprattutto per i suoi due giocatori che si sono resi protagonisti di questo gesto vigliacco: a Federico Davide Tomm Eleni una inibizione fino al 3 Luglio del 2021 per “comportamento offensivo, minaccioso e intimidatorio e per atti di violenza nei confronti degli arbitri”, mentre al suo compagno che lo ha spalleggiato, con comportamento minaccioso o intimidatorio nei confronti degli arbitri, sono stati comminati tre turni di squalifica. Anche pochi, visto che questi episodi di violenza ormai si ripetono con maggior frequenza. E che forse è ora di bloccare sul nascere per dare un segnale forte ai giovani atleti: chi sbaglia paga e caro. Anche con una interdizione dal mondo dello sport agonistico per dire stop a questi fenomeni una volta per tutte.