UNA PIETRA D’INCIAMPO “PER NON DIMENTICARE” JACOPO DENTICI

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Anche Voghera ha la sua prima Pietra d’Inciampo, opere nate per iniziativa dello scultore e artista Gunter Demnig nel 1992 per ricordare le vittime dei nazisti deportate e assassinate nei campi di sterminio. La Pietra Vogherese viene dunque dedicata ad un nostro eroe locale, Jacopo Dentici, cui già la città anni fa dedicò una via e un monumento nel Cimitero Maggiore.

Nato in Brasile nel 1926 Jacopo Dentici rappresenta al meglio la figura della Resistenza in Oltrepó. Trasferitosi con la famiglia in città da adolescente, frequentò il Liceo Classico Severino Grattoni classificandosi con ottimi voti. Decise poi di iscriversi, nonostante la passione per le lettere, alla facoltà di Fisica. Fu proprio in quel periodo, nel 1943, che conobbe Ferruccio Parri, fondatore del Corpo Volontari della Libertà, che lo reclutò nel suo gruppo dando tutto sé stesso per contribuire ai primi movimenti Antifascisti. Divenne uno dei più giovani ragazzi a prestare il suo aiuto e fu così fondato il Fronte della Gioventù, in cui lui e gli altri coetanei prestarono servizio, trasportando Alleati in Montagna, raccogliendo e distribuendo le armi e altro ancora. Da qui ebbe inizio il suo incubo e quello di molti “antifascisti” come lui.

Venne schedato come “elemento pericoloso” e iniziò così la sua persecuzione prima in carcere, per non aver prestato collaborazione alle interrogazioni, e poi consegnato alle SS che lo portarono alla morte. Venne deportato in un campo a Gusen, sottocampo di sterminio di Mauthausen, dove dopo maltrattamenti, umilazioni e privazioni morì il 1 marzo 1945, poche settimane prima della liberazione dai campi e dal nostro paese. Resta un esempio indelebile di una grave e triste storia italiana nonché mondiale.
Le sue lettere, assieme alle ceneri e altri dati storici, esposte in una mostra proprio al Liceo Grattoni di Voghera, sono una testimonianza indelebile di quanto accaduto. “Stiamo per partire. Se non temessi di cadere nella retorica direi: Viva l’Italia. Abbracci affettuosi.”

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Alessandro Paola