L’ULTIMO SALUTO A BARBARA E UN SOGNO: UNA CASA FAMIGLIA IN SUA MEMORIA

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La Chiesa di Don Orione in via Emilia a Voghera è riuscita a contenere solo una parte di tutti coloro che hanno voluto portare l’ultimo saluto a Barbara Piernera, scomparsa all’età di 45 anni dopo tre settimane di agonia nel reparto di Rianimazione II del Policlinico S. Matteo di Pavia, a seguito dell’aneurisma che l’ha colpita nel pomeriggio del Venerdì Santo mentre riposava all’interno della sua abitazione vogherese. La sua scomparsa ha destato enorme commozione a Voghera: Barbara era molto conosciuta per la sua attività presso l’Istituto scolastico D’Annunzio (le sue colleghe hanno voluto ricordarla con una poesia) sia per essere figlia di Ondina Torti, presidente del Comitato di Croce Rossa di Voghera. E il popolo della C.R.I. iriense era presente con una folta rappresentanza in Chiesa, con la sua divisa rossa, accanto a rappresentanze di altri Comitati, di AIDO e di AVIS. La cerimonia è stata celebrata da Don Vittorio Muzzin, cappellano dell’ospedale e guida spirituale dei volontari C.R.I., accanto a Don Loris, parroco di Don Orione e a Don Silvio, responsabile dell’Opera Don Guanella di Campoferro.

“Ondina ha donato con grande generosità tutto quel che poteva donare di sua figlia. Non è una cosa da poco, è un gesto nobile che va incoraggiato. A pensarci bene Barbara non è morta completamente, perché i suoi organi ora danno vita ad altre persone – ha ricordato Don Vittorio durante l’omelia -. Vogliamo ringraziare dunque Ondina perché ha saputo fare della Croce Rossa una missione: una vita spesa per il bene degli altri è la logica illogica del Vangelo. E’ un grande messaggio, in una società piena di tornaconto ed egoismo, piena di gente che pensa solo alle loro tasche”.

Tanti i momenti suggestivi, a partire dal ricordo delle colleghe di lavoro di Barbara, le insegnanti del D’Annunzio Cristina Nobile (che ha letto la poesia “Come una stella”) e Alessandra Scilla (che l’ha composta). E ancora i canti del coro C.R.I. (gruppo “La gioia di un sorriso”), con la voce solista di Sabrina Ferri (che ha dedicato anche “Sally” in chiusura di cerimonia a Barbara, la canzone di Vasco che amava), e l’accompagnamento di organo (Diego Bianchi) e flauto (Cinzia Ricciardi). Fino ai ringraziamenti, l’invito a donare gli organi proprio come fatto da Barbara per ridare una speranza ad altre vite. E infine un sogno: una Casa Famiglia gestita dalla Croce Rossa di Voghera in memoria di Barbara. Tutte le offerte raccolte presso il Comitato di via Carlo Emanuele verranno proprio destinate a questa causa. “Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte a questa cerimonia e ci sono stati vicini in questi difficili momenti – dichiara la mamma, Ondina Torti -. Con l’esempio di Barbara vorrei proprio che tutti entrassero nell’ottica della donazione degli organi, visto che sono ancora poche le persone che lo fanno. E poi raccoglieremo fondi per questa Casa Famiglia che è sempre stata un mio pallino fin da quando sono stata eletta come Presidente in C.R.I. e che ora mi piacerebbe che tutti quanti trasformassimo in realtà”.

POESIA SCRITTA A BARBARA DA ALESSANDRA SCILLA, “COME UNA STELLA”:

Come una stella

Hai attraversato un cielo di velluto

E illuminato una notte di primavera,

dal sentore di glicine e gelsomino.

Come una stella,

ad accompagnare la luna

giocando a nascondino con le fronde degli alberi

e con le onde del mare.

Hai cantato parole di gioia, di speranza e di amore,

hai allontanato timori e dolore,

e poi ci hai presi per mano,

portandoci nel tuo sentiero

offrendoci ristoro e conforto.

I tuoi doni, graditi, come pioggia d’estate,

come le tue parole, che provengono dalla voce

che anticipa l’alba,

e annullano la distanza, e ti riportano vicina.

Hai regalato le tue ali a chi non sapeva volare,

così che potessero intuire il tuo volo:

i tuoi occhi fermi sull’orizzonte.

La tua anima nell’azzurro intenso del mare.

Il tuo amore non è mai stato scontato, riflesso negli occhi sorridenti,

ci hai accolti, come la luna spinge le maree, leggera,

come un soffio di luna al nostro fianco.

E ora il tuo cammino ha cambiato direzione,

mentre il cielo ti richiama a casa,

all’incrocio delle strade,

ti volti, per l’ultima volta, a guardarci negli occhi,

prima di proseguire.

Possiamo solo dirti grazie, ora,

onorati di aver percorso una parte di strada insieme a te.

Di aver tracciato un sentiero, mentre ci tenevi per mano.

Di aver saputo raccogliere l’eredità lasciata dal tuo affetto,

dal tuo impegno e dalla tua forza.

Ascolti la musica del nostro richiamo,

una volta ancora,

poi sorridi, saluti con la mano,

e spicchi il volo.

 

DISCORSO RIVOLTO AD ONDINA DAGLI AMICI DI CROCE ROSSA

Due parole sul gesto più grande che ci ha lasciato Barbara in questa tragedia: il sapersi donare al prossimo. E lo ha fatto con un gesto che non può che riempire d’orgoglio tutti coloro che se la portano nel cuore: la donazione degli organi. E’ un gesto difficile, ancora oggi, da accettare e da promuovere..lo ha confermato ad Ondina, la mamma, anche la responsabile degli espianti d’organi del Policlinico S. Matteo di Pavia, ringraziandola tanto per quel gesto..allora cerchiamo di sottolinearlo ora: forse non tutti sanno che una legge italiana, la n°98 del 2013 all’art. 43, dispone che ogni cittadino, quando si reca presso il suo ufficio anagrafe di riferimento per richiedere o rinnovare la propria carta d’identità, può anche decidere se manifestare il proprio consenso o il proprio dissenso alla donazione dei propri organi o tessuti. Questo consenso verrà trasmesso al SIT, Sistema informativo trapianti. Così, dinanzi ad un accertamento di morte cerebrale, dovunque ciò si verifichi sul territorio nazionale, il Centro regionale interessato può immediatamente consultare il SIT e appurare se quella persona si era espressa favorevolmente o meno alla donazione degli organi: se invece non c’è una volontà espressa la decisione spetta ai familiari. Barbara negli ultimi giorni di vita, prima della tragedia, aveva espresso questo consenso ad una sua amica, mentre si trovava al mare per qualche giorno di vacanza..colpita dalla tragedia e dall’altrettanto gesto di amore del presentatore televisivo Fabrizio Frizzi. E così mamma Ondina non ha fatto altro che tramutare una realtà, con una semplice firma, una volontà della figlia Barbara. La donazione di organi e tessuti rappresenta un atto di grande generosità verso il prossimo, un segno di grande civiltà e di rispetto per la vita: il trapianto è un’efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi e i tessuti del corpo umano, patologie che non sono curabili in altro modo. C’è già un buon rapporto tra Croce Rossa ed Aido cittadina, vedremo di intensificarlo ancora di più nelle settimane a venire per dare questo importante messaggio alla popolazione.

Un secondo messaggio lo vorremmo rivolgere ad Ondina: noi, famiglia di Croce Rossa, ti saremo sempre vicino. Saremo sempre insieme, quindi tu non sarai mai sola, come non la sei stata in queste difficili settimane. Ci hai chiesto una bella cerimonia, non canzoni tristi, non lacrime, ma pensieri belli per Barbara.. d’altronde questo era anche il suo pensiero, il suo modo di vivere, sempre positivo, allegro, gioviale..ecco, il primo pensiero positivo lo rivolgiamo a te: quella Croce Rossa che tu hai contribuito a rendere grande nel corso degli ultimi anni, sotto la tua presidenza, ti attende ancora al tuo posto di comando..perchè abbiamo ancora molte cose da fare insieme..e da oggi lo faremo soprattutto nel nome di Barbara..

A proposito, prima di chiudere vorremmo ricordare anche le iniziative in memoria di Barbara. Da tanto tempo mamma Ondina aveva un sogno: una casa famiglia gestita dalla nostra grande famiglia di Croce Rossa per venire incontro a tutti coloro che vivono la loro terza età in solitudine, non solo per i nostri volontari “diversamente giovani” ma aperta a tutta la popolazione. Ecco, vorremmo che quel sogno divenisse realtà e potessimo un giorno inaugurare questa casa proprio in memoria di Barbara. Per questo chiediamo che eventuali vostre offerte vengano devolute al nostro Comitato di Croce Rossa per questa buona causa. Potete passare da noi in sede, in via Carlo Emanuele, presso la segreteria amministrativa, durante la settimana, per donare e darci una mano a rendere concreto questo progetto. Ve ne siamo grati sin d’ora. Grazie a nome di Ondina, della Presidenza, Direzione, di tutto il nostro popolo di Croce Rossa di Voghera, a tutti coloro che sono qui oggi e che hanno fatto sentire la loro vicinanza a Barbara, in tanti modi diversi. E il modo migliore per chiudere questa cerimonia è ora ascoltare in silenzio la canzone di Vasco che Barbara amava di più, quella di cui portava una frase tatuata anche sulla propria pelle. Una frase che significa molto: “Perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”. Aggiungo una frase che ben si addice a quanto ci ha lasciato Barbara in vita: ““Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quando amore mettiamo nel dare”. Madre Teresa di Calcutta.