LA RABBIA DEI PENDOLARI DI TRENORD

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Treni soppressi“Una odissea, che con il caldo dell’estate si fa ancora più sentire, perché a volte si viaggia in condizioni penose, con temperature tropicali sui treni, finestrini emerticamente chiusi, puzza di sudore, sporcizia sui sedili e per terra e non un controllore che passi, se ne sta ben chiuso in cabina di guida”: questo il racconto dei pendolari che stamane (Venerdì 27 Luglio), esasperati dall’ennesimo treno regionale soppresso, che con partenza da Arquata Scrivia alle 6,25 porta a Milano Centrale alle 7,55, lungo la linea Genova-Milano, si sono riversati sui binari alla stazione di Pizzale-Lungavilla per fermare il treno successivo. “Fa rabbia poi il vedere che il passaggio del Frecciarossa Genova-Milano comporta notevoli ritardi ai treni lungo la linea. E ogni mattina e ogni fine giornata è così. Trenord sta distruggendo la vita di noi pendolari”, continua lo sfogo di alcuni cittadini (sia della linea Milano-Genova che della Stradella-Milano), che chiedono l’intervento della Regione Lombardia e ci mostrano i disservizi che riguardano solo la mattinata di Venerdì 27 Luglio, presi dal sito My-Link:

TI REG 24710 Sestri Levante – Milano Centrale => 91 mn di ritardo TN RE 2160 Arquata Scrivia – Milano Centrale => SOPPRESSO TN RE 2162 Arquata Scrivia – Milano Certosa => 84 mn di ritardo TI IC 652 La Spezia – Milano Centrale => 47 mn di ritardo TI RV 3983/3984 Asti – Milano Centrale => 30 mn di ritardo TN RE 2182 Voghera – Milano Certosa => 44 mn di ritardo

Risponde con una nota, rivolta anche alle opposizioni in Consiglio Regionale, dopo le accuse sui quotidiani dei giorni scorsi, l’assessore ai trasporti Claudia Terzi: “ L’unica proposta in campo per alleviare i disagi dei pendolari è quella della Regione Lombardia. Mentre c’ è chi cavalca i disservizi ferroviari per sterili scopi elettorali, noi badiamo ai fatti e siamo al lavoro per definire l’accordo sul nuovo assetto di gestione che invieremo a Roma nei tempi previsti. Nessuno ha la bacchetta magica, ma è evidente che solo attraverso soluzioni operative, e non chiacchiere, è possibile restituire ai lombardi un servizio che possa finalmente definirsi tale. Alle dichiarazioni sui giornali, preferiamo la concretezza: il nuovo Cda di Ferrovie dello Stato, quando si sarà insediato, ci dirà quali sono le sue proposte e quali sono gli investimenti per la Lombardia, nell’ottica di imprimere una svolta ad una situazione inaccettabile. Siamo naturalmente disponibili a valutarle, partendo dal prezioso lavoro svolto in questi mesi”.