JERSEY ANTITERRORISMO IN CORSO CAVOUR A PAVIA

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Jersey Pavia 2In pieno centro a Pavia sono comparsi i primi jersey, ovvero le barriere fisse antiterrorismo costruite in cemento, a bande bianche e nere: sono state posizionate all’inizio e alla fine di Corso Cavour, all’altezza del tribunale da una parte e del Demetrio dall’altra. I cittadini, di primo impatto, sono rimasti un po’ spiazzati, in molti hanno chiesto perché non si poteva pensare di sostituirli con delle fioriere colorate, molto più belle da vedersi, oltre che più distensive all’occhio. Ma il sindaco Massimo Depaoli, sulla sua pagina facebook, ha precisato che l’installazione è avvenuta su precisa indicazione della Questura e della Prefettura di Pavia, che hanno dato anche indicazioni all’amministrazione comunale circa due nuove postazioni, in viale XI Febbraio e in viale Matteotti, quando interessati dai mercatini. In generale, dunque, il provvedimento riguarda le zone che possono essere considerate la più affollate, dove molte persone passeggiano tranquillamente tra vetrine e bancarelle. Scrive il sindaco: “Una istituzione rispetta le leggi e le fa rispettare. Per questo abbiamo collocato le barriere in cemento anche in centro storico. Il dibattito sul loro aspetto estetico non mi sembra molto rilevante. Sono brutti comunque e secondo me segnano una sconfitta alla paura. Per fortuna abbiamo un modo di vivere che ci porta a uscire di casa, popolare i luoghi di incontro, specialmente là dove i pedoni possono muoversi liberamente. Io non credo che queste misure siano efficaci contro quel tipo di attacchi, perché appunto ci sono mille occasioni in cui chi vuole uccidere indiscriminatamente può farlo. In compenso manufatti come questi ci rendono più tristi quotidianamente, e poco importa se siano a righe”.ve i pedoni possono muoversi liberamente. Io non credo che queste misure siano efficaci contro quel tipo di attacchi, perché appunto ci sono mille occasioni in cui chi vuole uccidere indiscriminatamente può farlo. In compenso, manufatti come questi ci rendono più tristi quotidianamente, e poco importa se siano a righe.