FESTE, SAGRE E SICUREZZA: SERVE IL BUON SENSO

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JerseySono il “sale” dell’estate, il motivo per il quale a volte abbandoniamo la pigrizia e ci buttiamo nella mischia per partecipare a sagre, feste, mercatini, luna park, rassegne, concerti..quest’anno, però, molte di queste manifestazioni sono state cancellate. E questo è il frutto dell’applicazione della circolare Gabrielli (capo della polizia), che impone forti restrizioni per gli eventi pubblici, per affrontare possibili attacchi terroristici. L’aggiornamento della direttiva è dello scorso 18 Luglio, le prefetture hanno inviato ai Comuni i moduli da compilare per gli organizzatori di eventi, è obbligatorio redigere un piano di sicurezza (con i costi a carico degli organizzatori), specificando capienza dell’area, divisione in settori, organizzazione della protezione antincendio e piano di evacuazione dell’area delle feste. Il tutto deve poi passare dalla commissione di vigilanza degli eventi pubblici della prefettura, oppure i sindaci possono decidere autonomamente sotto la propria responsabilità giuridica, se concedere o no l’autorizzazione alle manifestazioni. Ora, gli organizzatori (spesso Comuni, Pro Loco e Associazioni) non sono certo in grado di affrontare da soli costi così elevati per l’applicazione delle norme, che prevedono la presenza di forze di polizia, mezzi di soccorso (ambulanze e camion vigili del fuoco), personale per montaggio e rimozione delle barriere (jersey). Senza contare le responsabilità che un presidente di una associazione privata del genere è costretto ad assumersi per garantire i costi della sicurezza dell’iniziativa, a cui si sommano i costi per l’affitto di aree, Siae e diritti vari. Risultato? Meglio non far nulla che rischiare. Avanti di questo passo, però, verrà cancellato lo spazio per il divertimento nei paesi, nei borghi, nelle città. Senza capire che con un po’ di buon senso si potrebbero “limare” certe restrizioni e che magari un maxi concerto in una grande piazza può essere un po’ differente rispetto alla sagra della salamella nel piccolo paese, dove magari ti trovi due trattori con balle di paglia a delimitare la strada, al posto dei jersey richiesti. Spiega il Ministro del Turismo, il pavese Gian Marco Centinaio: “Da ministro ricevo ogni giorno, ovunque vada, tante richieste da sindaci e organizzatori per poter modificare queste norme sulla sicurezza. E’ ovvio che in un piccolo paese non si possono applicare le norme previste per un grande evento, sia per mancanza di fondi che di competenze. Il governo ha in programma un incontro su questi temi con i sottosegretari agli interni Stefano Candiani e Nicola Molteni. Valuteremo cosa si può fare per tutelare manifestazioni popolari garantendo comunque la sicurezza”. Insomma, giusto prevenire, ma il buon senso, da parte delle istituzioni (che dovrebbero sempre essere di esempio per i cittadini) non dovrebbe mai mancare.