Cosa ci sarà dopo le province

Facebooktwittermail

pirelloneCon il 2016 si va definendo il nuovo assetto istituzionale previsto dalla riforma della Costituzione appena approvata in prima lettura alla Camera, che prevede la trasformazione delle ex province in zone di area vasta. Il governatore Roberto Maroni sogna una Lombardia come la Svizzera e propone al governo di dividere la regione in otto cantoni al posto delle attuali dodici province. Per definire la proposta, Maroni ha istituito un comitato di esperti presieduto da se stesso e formato da professori universitari, rappresentanti degli enti locali e delle Camere di Commercio.. L’obiettivo è elaborare il progetto entro Giugno, per poter essere pronti per confrontarsi con il governo, se la riforma costituzionale entrerà in vigore entro la fine dell’anno. Sempre che nel frattempo arrivi anche il sì confermativo del referendum popolare. “Partiamo già da un modello – spiega il governatore – quello delle otto aree omogenee stabilite nell’evoluzione del sistema sanitario. Dovremo ridefinire i confini, ridefinire le competenze che verranno date al nuovo ente, eliminando tutti i livelli intermedi in un’ottica di semplificazione per i cittadini”. Maroni non ha dubbi: “La Lombardia anticipa sempre tutti e anche questa volta, vogliamo essere noi ad avanzare una proposta al governo”. Non escludendo nemmeno la possibilità di mettere mano anche alla legge elettorale regionale, che attualmente si basa proprio sulla suddivisione in province. L’idea lanciata dal governatore divide l’opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale, ma solleva perplessità anche nella Lega.