CONFERMATA DIOSSINA NELL’INCENDIO DI CORTEOLONA. SOLIDARIETA’ AL COLLEGA DELLA “PROVINCIA PAVESE”

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0D6C2835-8C6D-4B1C-A9F4-C4078B5F15E0“C’è stato un impatto significativo di diossine, almeno nella prima fase dell’incendio”: questa la conclusione del Gruppo specialistico Contaminazione Atmosferica di Arpa Lombardia, a distanza di 72 ore dall’incendio scoppiato in un capannone abbandonato a Corteolona, nel pavese. Si tratta di 11.9 picogrammi equivalenti per metro cubo (pgeq/m3) di diossine e furani, quindi un valore molto elevato rispetto al valore massimo di 0,3 indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per metro cubo. Intanto l’area del capannone è sotto sequestro e la Procura di Pavia ha aperto un fascicolo per incendio doloso: a vigilare 24 ore su 24 ci pensano le Guardie Ecologiche Volontarie pavesi, dirette dal comandante Maurizio Macchetta.
Fa scalpore in queste ore la notizia che Giovanni Scarpa, giornalista del quotidiano “La Provincia Pavese” sia indagato per favoreggiamento dalla Procura: è stato interrogato dalla polizia giudiziaria per aver chiesto informazioni a un sottufficiale dei carabinieri sull’installazione di una telecamera di sorveglianza posizionata nei pressi del capannone. A Giovanni Scarpa va tutta la solidarietà da parte della nostra redazione: il collega ha esercitato quel diritto/dovere di cronaca che ogni bravo giornalista eserciterebbe in tale contesto. Cosa c’è di così strano nel chiedere informazioni su fatti di interesse pubblico? Perchè queste forzature che non fanno altro che minare ulteriormente il già difficile rapporto tra la stampa e la magistratura? L’opinione pubblica rifletta: ogni bavaglio messo all’informazione è indegno di un paese civile come il nostro.