C’ERA UNA VOLTA LA BIT: CHI L’HA VISTA?

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Edizione al risparmio per la Fiera del Turismo a Rho-Pero, proprio nell’anno di Expo la crisi ha fatto la differenza

Sino a qualche anno fa la Borsa Internazionale del Turismo era uno dei momenti più attesi per gli operatori del settore ma anche per il pubblico: con gli anni della crisi la fiera è stata ridotta da quattro a tre giorni (di cui solo uno per il pubblico), anche i padiglioni e gli stand hanno subìto un forte ridimensionamento. In molti, quest’anno, recandosi a Rho-Pero, pensavano nell’edizione del rilancio, a pochi mesi dalla grande esposizione universale di Expo 2015. Invece BIT ha lasciato delusi in molti, sia gli operatori turistici che i frequentatori abituali. Peccato, perché il turismo è uno dei punti di forza del nostro Paese, come pure l’enogastronomia, l’arte, la cultura. Invece i tagli e i ridimensionamenti vanno proprio a colpire questi settori. Qualche esempio? Arrivando in metropolitana, a differenza degli altri anni, non compariva neppure una locandina sui treni, né un cartello pubblicitario sulle banchine. Appena risaliti in superficie a Rho-Pero i primi padiglioni erano in allestimento (dedicati a Micam, la fiera della calzatura), i bar e i ristoranti semideserti all’ora di pranzo (nell’unico giorno di apertura al pubblico, il Sabato), e dopo aver percorso un abbondante chilometro a piedi ecco all’orizzonte il primo cartello che indicava Padiglione Italia: all’interno la ressa era un lontano ricordo, come pure gli spettacoli con i costumi folkloristici, le degustazioni (ridotte all’osso), i gadget, le brochure..Dunque promozione zero e immagine poco più di zero, verrebbe come considerazione, se non fosse che chiedendo una cartella stampa si legge: “BIT 2015, luci e colori di tutto il mondo, viaggi avventurosi o rilassati, spiagge e ghiacciai, sport estremo e bocce allo stabilimento. E poi turismo di lusso, viaggi d’affari, per cultura…per una formula rinnovata all in one, con cinque grandi settori: Leisure World, Mice World, Luxury World, Digital-Technology e Destination Sport.”. Ma visitati anche i due padiglioni World, dedicati al turismo internazionale, ecco un’altra sorpresa: tendoni a coprire una larga parte vuota, rimasta senza espositori. E alle 16, quando la chiusura era fissata per le 18 (nell’unico giorno aperto al pubblico, Sabato 14 Febbraio), molti standisti stavano già facendo le valigie, mostrando tutto il loro disappunto per le grandi attese tramutatesi in un risultato molto inferiore alle attese. Chissà perché, dunque, questa è stata definita una edizione “storica”, l’ultima grande occasione per dare la caccia a quei milioni di turisti stranieri che arriveranno a Milano per Expo 2015 da Maggio e accompagnarli per sei mesi a scoprire le bellezze di ogni angolo d’Italia. E, insieme, la prima nuova occasione per gli operatori del settore turistico di provare a cavalcare subito i primi segnali di ripresa economica per rilanciare la voglia di viaggiare degli italiani. Un conto, si sa, sono i proclami, un conto poi è la realtà con la quale bisogna fare i conti, anche se a fatica. Se dovessimo trovare un lato positivo in questa edizione per il nostro territorio potremmo considerare il fatto che finalmente Voghera e l’Oltrepò si sono svegliati dal lungo letargo: per la prima volta, dopo tanti anni, oltre alla Provincia che ha presentato Paniere ed Itinerari, si è vista una offerta turistica oltrepadana grazie alla promozione di “Sport e Outdoor” (dalla greenway alla seggiovia del Monte Chiappo), con la partecipazione dei cinque Distretti del Commercio che stanno costituendo il DAT (Distretto dell’Attrattività): Duc a Voghera, Did Alta Val Tidone, il Mercato dei Mondi, Colli dell’Oltrepò e Borghi e Castelli. Il sindaco di Voghera, Carlo Barbieri, ha sottolineato l’unione di intenti, la sinergia messa in campo dal territorio oltrepadano in occasione della BIT: obiettivo valorizzare il territorio collinare montano nel suo insieme, con la presentazione dell’Appennino Lombardo, della Greenway e dei Distretti del Commercio. Da sottolineare anche la presenza del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese con il suo intraprendente direttore Emanuele Bottiroli, uno spazio della Comunità Montana  dell’Oltrepò Pavese, che per l’occasione ha sfoggiato un nuovo sito che punta su tre macro temi: salame di Varzi e vino, storia e natura, terme e cultura.  “La partecipazione alla Bit – ha spiegato l’assessore Ivan Elfi – possiamo vederla come un primo assaggio di Expo, dove saremo presenti nel Padiglione Italia, settore vino. Oltre a questo si è deciso di intraprendere una campagna pubblicitaria televisiva del nostro territorio che si svilupperà proprio nei mesi di Expo”.

A  pochi metri dalla Comunità Montana anche la promozione di Tortona grazie ad una neonata associazione, “Progetto Derthona”.  Invece del Club dei Borghi più Belli d’Italia neppure l’ombra: c’era solo uno stand dell’Unpli Lombardia, che raduna le Pro Loco regionali, oltre a qualche associazione coraggiosa e intraprendente come Porana Eventi che ha presentato il calendario di “Porana verso Expo 2015”, donato in omaggio con il free press Feste&Patroni, punto di riferimento per il tempo libero in provincia di Pavia e dintorni.  Venerdì 13 Ferbbraio, invece,  Provincia e Comune di Pavia hanno presentato “Incoming Pavia per Expo 2015”, con degustazione di prodotti del Paniere Pavese. Il Presidente della Provincia Daniele Bosone ha parlato di turismo enogastronomico, l’Assessore al Turismo della Provincia Emanuela Marchiafava si è occupata di “150 escursioni da Expo verso Pavia e le proposte degli operatori turistici pavesi”, mentre Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Pavia, ha rilanciato patrimonio storico e manifestazioni culturali. Ma può bastare questo per definire BIT ancora la grande vetrina internazionale del turismo?