ANNA ED ELGA, DUE DONNE CORAGGIOSE

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Storie di donne che ce l’hanno fatta. Donne speciali, con un’energia da vendere, che trasmettono nello sguardo, nel linguaggio del corpo e in un sorriso rassicurante quanto sia importante affrontare con positività anche le prove più difficili, come quella del cancro. Anna Savini, giornalista de “La Provincia di Como” ha scritto “Buone ragioni per restare in vita”, edito da Mondadori: non un libro sui tumori ma sulla vita e su tutte le cose fantastiche che si possono fare anche mentre si è sottoposti a cure chemioterapiche pesanti. Tra le tante righe, scritte e condite con ironie, si legge: “Ho deciso che avrei affrontato la chemio come un lavoro. La facevo e poi pensavo ad altro. Per esempio alle belle vite delle mie amiche immaginarie, che girano il mondo sempre sorridenti”, scrive Anna, appassionata di moda, cinema, spettacolo, lifestyle.
Al suo fianco c’è Elga Pontiggia, dipendente della Croce Rossa di Asso, nel comasco: due anni fa, nel Luglio 2015, la prima chemio. Due anni dopo, Luglio 2017 la scalata al Monte Disgrazia, 3678 metri, sulle Alpi Retiche, una delle vette principali della Valtellina. E pochi giorni fa è arrivata anche a 4000 metri. Elga non si è mai persa d’animo: faceva le terapie al lunedì e al martedì, convinta la presidente C.R.I Gloriana Stefanini (presente anche lei all’incontro presso la sede C.R.I. di via Maggioriano a Voghera), era già in ambulanza a fare i servizi d’urgenza con il sacchetto per il vomito in tasca (per lei). Nel fine settimana invece andava ad allenare i muscoli rattrappiti dalle pesanti terapie direttamente ai piedi del Monte Disgrazia. E lo sfidava: “Finito il ciclo di cure ti conquisto”. E così ha fatto. “Se il tumore non ti uccide diventi un leone, mi diceva il mio oncologo – spiega Elga Pontiggia -. La forza me l’hanno data il lavoro, le amiche e tutto lo staff di Croce Rossa, a partire dalla Presidente, che mi è stata davvero vicina”. Anna ed Elga, due donne più forti del cancro. Due donne belle, positive, sorridenti, che danno un forte messaggio a chi è ora nel tunnel e vuole uscirne al più presto.