AL GALLINI DI VOGHERA IL PRIMO MUSEO NAZIONALE DEDICATO ALLA PITTURA FITOPATOLOGICA DI CARAVAGGIO

Facebooktwittermail

E’ sempre stato il suo sogno, poter dedicare un’aula di una scuola, di un importante centro in campo agronomico, ad un genio della pittura come Caravaggio. Quale miglior occasione che non realizzare questo sogno in un istituto che lo ha anche visto protagonista come l’Istituto Gallini di Voghera? “Questo museo che inauguriamo oggi è un po’ il riscatto morale e spirituale di Caravaggio, dopo tutte le ricerche scientifiche e fitopatologiche che ho compiuto qui in Oltrepò Pavese” ha spiegato il prof. Giuseppe Fogliani, già docente universitario e neo vice-presidente del museo. A fare gli onori di casa ci ha pensato Silvana Bassi, dirigente scolastico dell’istituto Gallini e neo-presidente del Museo: da oggi dunque, presso l’Aula Magna di una tra le più prestigiose scuole vogheresi, si trova il primo Museo storico nazionale permanente della pittura fitopatologica del lombardo “Michelangelo Merisi detto Caravaggio”, oltre ad altre “manifestazioni fitopatologiche storiche di Dante, Virgilio, Vivaldi”.

Il professor Giuseppe Fogliani è una istituzione in campo agronomico, è il decano lombardo dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino: nato a Broni 95 anni fa, negli anni 60 è stato direttore della Fondazione Gallini di Voghera e fondatore dello stesso Centro Universitario di Riccagioia: a partire dagli anni 70 ha approfondito i complessi rapporti tra fitopatologia e scienze umane, presentandone i risultati presso le più importanti sedi accademiche italiane.  Da fitopatologo è andato a diagnosticare tutte le malattie sulle piante ed alberi da frutto. Poi ha iniziato ad appassionarsi anche di arte, in modo particolare di Caravaggio, che Fogliani definisce “fitopatologo ad interim”, per aver messo in luce, nei suoi capolavori, elementi come la virosi della vite in “Canestra di frutta”, olio su tela, prima natura morta dipinta in Italia,  o in “Bacco”, opera che si trova custodita agli Uffizi di Firenze. Incalzato da Guerrino Saviotti, enologo ed allievo dello stesso prof. Fogliani, il discorso si è allargato a quanto di importante è necessario fare per poter rilanciare il territorio oltrepadano, a vocazione vitivinicola, non litigando ma facendo gioco di squadra (riferimento al caos che si è venuto a creare all’interno del Consorzio Tutela Vini Oltrepò con il distacco di una quindicina di prestigiose aziende per una politica troppo legata agli “schemi passati”, che di fatto ha portato alla perdita di quel ruolo di controllo e vigilanza delle produzioni nel territorio). Il prof. Giuseppe Fogliani da tempo ha altri sogni nel cassetto, come la realizzazione dei salotti enogastronomici culturali del tempo libero in Oltrepò Pavese, per passare alle stazioni uvali nelle nostre aziende, abbinate alle acque termali di cui è ricca questa terra, fino a continuare con la creazione della figura del GRAAL, il Garante Responsabile Agroalimentare: tutti temi racchiusi nel suo ultimo libro “Il Rinascimento dell’Oltrepò Pavese, Culla Storica della Vitivinicoltura Italiana”, editore Stefano Termanini.

A completare la mattinata di lavori, seguiti tra gli altri dallo stesso Direttore uscente del Consorzio Tutela Vini Oltrepo Emanuele Bottiroli, dall’onorevole Cristian Romaniello (vogherese, eletto nella lista dei 5 Stelle e molto vicino alle tematiche ambientali) e dal consigliere regionale 5 Stelle Simone Verni (anche lui vogherese), c’è stata poi una interpretazione di un ritratto di Caravaggio attraverso il pittore bronese Augusto Corbellini, in una scena legata proprio al territorio oltrepadano, con Barbera, grappoli d’uva, pane e salame. “Ecco, chi viene nella nostra terra non può che essere felice di poter assaporare questi nostri prodotti che sono un po’ il biglietto da visita dell’Oltrepo Pavese”, ha spiegato l’enologo Guerrino Saviotti.