A PORANA RICORDATO DON SANDRO MAGNANI

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E’ stato per 17 anni nella comunità di Porana, prima che le forze venissero meno e venisse ricoverato presso l’istituto Sacro Cuore di Casteggio, dove è scomparso il 5 Agosto 1998. A distanza di venti anni esatti i suoi parrocchiani non si sono dimenticati di lui ed hanno fatto celebrare una funzione in sua memoria, accompagnata dai canti del suo coro, che oggi porta il suo nome, proprio “Coro Don Sandro Magnani” di Porana. Don Marco, sacerdote proveniente dalla Tanzania, aiuto del parroco Don Cesare de Paoli, durante il periodo estivo a Lungavilla, ha tratteggiato proprio la figura di Don Sandro ricordando il suo amore per la chiesa di Porana, la sua semplicità e la sua forza che lo hanno spinto a continuare giorno dopo giorno nella dura battaglia contro la sclerosi multipla, che lo aveva colpito poco più che ventenne, quando era curato a Genova Propata, comune della città metropolitana ligure. Ricordava sempre ai suoi parrocchiani: “Una mattina sono sceso dal letto e mi sono accorto di avere come una sensazione di blocco alla gambe, facevo fatica a fare ogni minimo movimento”. Nonostante ciò Don Sandro Magnani non si è perso d’animo, è stato trasferito a Stradella e poi, con l’aggravarsi della malattia, alla piccola parrocchia di Porana di Pizzale, dove tutti gli abitanti gli aprivano le porte di casa per il pranzo, la cena, per dargli un aiuto presso la casa canonica, dove viveva da solo. Laureato in filosofia con il massimo dei voti, di giorno insegnava lettere e religione, prima a Bressana, poi a Lungavilla, passando anche per alcuni istituti in Lomellina.” Guidava l’auto ma spesso chiamava i suoi parrocchiani per farsi venire a prendere – ricordano ancora con nostalgia, al termine della funzione -, perché le forze venivano meno e non riusciva ad arrivare a casa. Una volta, in pieno inverno siamo andati a prenderlo perché era finito contro un cumulo di neve”. Pur con le infermità del fisico, Don Sandro ha sempre celebrato Messa, anche su una carrozzina, ha dato un forte impulso ai lavori di restauro della Chiesa e della canonica, ha anche acquistato l’impianto di campane a carillon, e spesso le faceva suonare a festa, anche quando non c’era una particolare funzione, perché a lui quel suono piaceva tanto. “A volte capitava che suonassero a lungo e allora, muniti di chiave, entravamo in sacrestia e lo trovavamo a terra, era un segnale per chiedere aiuto, perché neppure con il bastone non era riuscito a farsi reggere, era necessario andare in suo soccorso”, ricordano ancora i suoi più stretti collaboratori. La morte è sopraggiunta a 55 anni, dopo un lento e doloroso declino. Ma il ricordo di Don Sandro e la sua voglia di ridere e scherzare sempre, per prendere la vita “con filosofia”, è ancora molto sentito tra i poranesi.