A DUE ANNI DALL’ATTENTATO DI NIZZA

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Attentato Nizza14 luglio 2018, secondo anniversario dell’attentato, festa nazionale francese macchiata per sempre: Nizza non sarà mai più la stessa, la Francia non sarà più come prima. “Da questa tragedia cercate di tirare fuori solo del bene”: queste le parole che ci hanno detto alla Maison de Victimes nei giorni successivi all’atto terroristico, ho cercato di farlo e forse in parte ci sono riuscita. In un gruppo Whatsapp ho radunato tutte le vittime di quella sera, grazie anche all’aiuto della signora Barbaro del Consolato Italiano a Nizza, per poter essere sempre in contatto tra noi, per poterci aiutare. ho creato anche una pagina Facebook che si chiama “Per non dimenticare” tramite la quale altre persone si sono messe in contatto con noi dicendo “Io c’ero”. Con la mia famiglia abbiamo incontrato tutti, con alcuni è nata una bella amicizia, si creano occasioni per potersi incontrare e poter parlare e star bene insieme; con altri è rimasta solo una semplice conoscenza. il 14 luglio una parte di noi era presente alla commemorazione fin dalla prima cerimonia interreligiosa che si è tenuta nel giardino di Villa Massena, dove si trova anche il memoriale dell’attentato con foto e nomi delle vittime.

Esponenti di varie religioni si sono uniti nel ricordo delle 86 vittime leggendo ogni nome E per ognuno hanno acceso un lumicino. Per finire è stata consegnata una rosa bianca ad ogni partecipante, ci siamo riuniti tutti in un corteo e abbiamo deposto questa rosa bianca al memoriale vicino alle foto dei nostri cari. alla fine della cerimonia una navetta privata e ci ha accompagnato, scortati da gendarmi in moto, fino al luogo dove si è tenuto il pranzo e dove nel pomeriggio ci sarebbe stato l’omaggio alle vittime, il defilè militare. Noi siamo stati tutto il giorno con Dania la figlia di Mario Casati morto con i miei suoceri, e la sua famiglia, poi nel pomeriggio ci siamo incontrati anche con Camilla, una ragazza di Roma che mi ha contattato tramite la mia pagina Facebook, dicendomi appunto “Io c’ero”. Lei era presente sulla Promenade des Anglais con il figlio di 6 mesi, il compagno e la madre, si sono salvati per puro caso. Si è molto legata a noi perché dice che in qualche modo la possiamo capire, essendo stati a nostra volta colpiti. Praticamente eravamo degli amici che si trovavano per il ricordo ma anche per stare insieme e con il sorriso combattere le tristezze.

Un momento molto toccante quello della lettura dei nomi delle 86 vittime, con 86 persone che portavano altrettanti sassi. I sassi erano dipinti con i colori della bandiera francese e, ad uno ad uno, venivano posati ai piedi di una Stele bianca.

Quel giorno ho parlato con tante persone, con Cindy Pellegrini, la dolcissima signora che ha perso 6 familiari, con una mamma Ucraina che aveva la foto del figlio sulla poltrona, come se pranzasse con la famiglia. E poi un’altra famiglia russa che piangeva davanti al nome e foto di una ragazza bionda, con un padre che ha perso la sua sposa ed è rimasto solo ad allevare i due figli. Eravamo tutti uniti nello stesso cuore, nel ricordo, nel dolore.

Sono stati momenti intensi, momenti di abbracci e strette di mano, anche se non ci capivamo a parole sapevamo benissimo cosa ci stavamo dicendo. Poi la cena ancora tutti insieme nel giardino della Promenade du Paillon  e dopo il concerto con la Filarmonica di Nizza, quindi il lancio dei palloncini. Anche i miei figli, Francesca e Samuele, hanno liberato nell’aria due palloncini per i nonni. Sulle note struggenti della melodia suonata dai musicisti, alle 22:34 abbiamo visto liberarsi nel cielo notturno questi palloni contemporaneamente all’accensione di 86 led sulla Promenade des Anglais. I palloncini e le luci salivano mentre le lacrime scendevano.

 

Roberta Capelli