UN ANNO SENZA FABRIZIO BERNINI, PERCHÈ RICORDARE LO SCRITTORE DIMENTICATO DA VOGHERA

Facebooktwittermail
Lo scrittore in occasione dell'uscita del libro ''Io sono la Piccola Vedetta Lombarda'' (2008), posa accanto allo storico albero di Montebello Della Battaglia, protagonista delle vicende di De Amicis.

Lo scrittore in occasione dell’uscita del libro ”Io sono la Piccola Vedetta Lombarda” (2008), posa accanto allo storico albero di Montebello Della Battaglia, protagonista delle vicende di De Amicis.

Era il 12 dicembre del 2017 il giorno in cui ci lasciava il Commendator Fabrizio Bernini, Cavaliere di Malta, ex Comandante dei Vigili, scrittore storico e ricercatore. Una figura fondamentale per la città di Voghera e per tutti i comuni limitrofi che, se negli anni sono stati arricchiti dal punto di visto storico, devono sicuramente il merito a lui. ‘’Al tabàch dal Mòru‘’ fu la sua ultima pubblicazione nel 2016, in collaborazione col Professor Luciano Leonardo Merlini, riguardante gli Alberghi e le Osterie della vecchia Voghera, libro pronto ad aver un seguito mai ultimato causa la malattia improvvisa del ricercatore. Questo volume fu soltanto l’ultimo di oltre un’ottantina a partire dai primi anni ’80. Bernini infatti sin da ragazzino inizia a collaborare con riviste e settimanali locali come ‘’Il Giornale di Voghera‘’ e nel 1983 arriva la prima pubblicazione che mette subito in chiaro il suo schieramento politico: ‘’La camicia Rossa‘’. E’ forse quello l’inizio di un già noto pensiero locale pubblico che negli anni a venire lo porteranno ad avere molti ‘’detrattori‘’.

Ebbene, seppur discutibili i suoi ideali, Bernini non ha mai riportato false notizie riguardo il Fascismo e l’Epoca Mussoliniana, anzi, ha arricchito un lungo e triste capitolo che la storia d’Italia ha vissuto e non può dimenticare. Il ricercatore era forse la figura che rivestiva meglio, negli anni l’autore è riuscito a scoprire importanti documenti, lettere, licenze, testimonianze degne di un lavoro scrupoloso ed attento. Ecco che grazie a queste ricerche tra biblioteche, archivi e amicizie importanti l’autore mette la sua firma ad importanti pubblicazioni storiche, ‘’Così uccidemmo il Duce‘’ (1997) è il racconto di come venne giustiziato Mussolini da Varzi a Dongo con i fucilatori dell’Oltrepò; ‘’Il Baule del Duce‘’ (2003) è una serie di importanti e per molti anni creduti perduti documenti relativi al corpo del Duce trasportato da Piazzale Loreto a Predappio; arrivando a raccontare la relazione di quest’ultimo con Donna Rachele e Claretta Petacci in ‘’Il Podestà di Gargnano‘’ (2007). Sono solo alcuni dei suoi scritti storici e più famosi che a molti hanno spesso fatto storcere il naso. Ma d’altro canto sono state infinite anche le pubblicazioni storico locali che hanno dato lustro a Voghera ed i comuni più vicini.

Quasi ogni comune Pavese è stato analizzato dallo scrittore ed ecco che Casteggio, Torricella Verzate, Verretto, Santa Giuletta, Varzi, son diventati tutti protagonisti di importanti scritti. Voghera è stata la sua città del cuore, quella raccontata e studiata più volte. ‘’Il Duomo di Voghera nella storia e nell’arte‘’ è stato illustrato come non mai nel 1990 in un suo scritto così come ‘’La Chiesa di San Rocco in Voghera‘’ nel 1998 in occasione dell’Anniversario della Parrocchia ed ancora uno dei suoi libri più venduti lo ‘’Stradario Storico di Voghera‘’ uscito in due edizioni nel 1995 e 2002 in cui vengono raccontate nel dettaglio tutte le vie dal centro sino alla periferia Vogherese. E ancora le scoperte sensazionali, il viaggio di Napoleone Bonaparte in Oltrepò Pavese raccontato nel 2000 in ‘’Napoleone in Oltrepò‘’ e l’accurata ricerca con il Professor Daniele Salerno riguardo la piccola Vedetta Lombarda nel 2008 in ‘’Io sono la Piccola Vedetta Lombarda‘’ volume record in cui gli autori raccontano tramite ricerche negli archivi ospedalieri e non solo il nome del bambino prodigio raccontato dal De Amicis nel suo libro ‘’Cuore‘’, non solo una bella storiella quindi ma un fatto vero e proprio nonché testimoniato, così come l’aver spronato la leggenda del passaggio di Albert Einstein a Casteggio per studi e ricerche, raccontato in ‘’La Casteggio di Albert Einstein e Ernesta Pelizza Marangoni‘’ (2014); ed ancora una sfilza di titoli per cui potremmo andare avanti ore.

Ma ad oggi cosa rimane dell’autore Vogherese? Nulla. Il ricordo durante l’anniversario della sua scomparsa è venuto meno a tutti i comuni i quali, se oggi sono più ricchi, se oggi si gongolano di storie e aneddoti devono il merito a lui ed alle sue inesauribili ricerche. Nessun Premio organizzato, nessun ricordo da parte degli assessori e dei ‘’pezzi grossi‘’ Vogheresi che però a suo tempo non ebbero problemi a presenziare alle sue presentazioni. Eccezione, va detto, fatta unicamente dall’amico di sempre Giovanni Bottazzi, storico commerciante Vogherese che nella sua libreria di Via Cavour 51, molto spesso ripropone i titoli delle scrittore dedicandogliene le vetrine del suo negozio.

Una grave mancanza su cui non si può, a mio parer, transigere, perché gli ideali e i giudizi umani possono essere opposti ma il dovere di ringraziare chi tanto ha dato nella sua vita per una città e la sua storia deve essere obbligatorio.

Alessandro Paola