UNA ROSSA PER SEMPRE

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Milva in concerto, foto di Marco Piraccini.

Milva in concerto, foto di Marco Piraccini.

“Gli artisti spazzano via la polvere dalla vita degli uomini ma perché accada l’arte deve essere continua ricerca. Bisogna studiare, attingere dal passato e modellare il sentimento, le emozioni e il gusto del presente”. Scrive così Milva (foto di Marco Piraccini) in una lettera letta dalla commossa figlia Martina Corgnati durante il Festival di Sanremo appena concluso che ogni anno attribuisce un Premio alla Carriera ad un’artista che ha lasciato un impatto fondamentale per la musica leggera italiana, quest’anno consegnato alla Rossa. Non è stato così semplice però arrivare a quel momento. Qualcuno voleva dimenticare Milva anziché omaggiarla. Dimenticare quella Diva, quel personaggio che per oltre 50 anni ha dato lustro alla musica popolare italiana portandola nel mondo interpretando pezzi di spessore senza eguali. In tanti han cercato di ostacolare la proposta nata a gennaio da Cristiano Malgioglio di omaggiarla con un premio, proposta poi presa in mano da Massimo Longo, direttore di All Music Italia che ha subito lanciato una petizione accolta in poco tempo da migliaia di persone che hanno così zittito con voglia o meno Claudio Baglioni, direttore artistico del Festival e tutti i vertici Rai costringendoli a prender atto delle richieste del pubblico, almeno per una volta. Ed ecco che finalmente arriva il tanto atteso Premio. Non che ci volesse un premio alla Carriera per far capire chi è e cosa è stata Milva ma perlopiù per una questione di principio, quella in cui in Italia finché un’artista non passa a ‘’miglior vita‘’ non viene mai omaggiata. Ed ecco che affiorano i ricordi di una carriera senza eguali, di una donna diversa da tutte le sue colleghe. ‘’La Rossa‘’ come venne definita da Enzo Jannaci che le dedicò l’omonimo singolo nel 1980, ha affrontato ogni sfida che la vita propone. Da giovane timida debuttante vince un concorso di voci organizzato dalla Rai in cui trionfa su 7600 partecipanti, è quello l’inizio della sua ascesa. Nel 1960 incide il suo primo singolo di successo ‘’Milord‘’ cover di una nota canzone di Edith Piaf, per poi iniziare con le partecipazioni al Festival di Sanremo. La prima risale al 1961 con ‘’Il mare nel cassetto‘’ che segnerà l’inizio della partecipazione annuale dell’artista al Festival sino al 1969 senza pause, proponendo alcuni dei suoi singoli più famosi di sempre come ‘’Tango Italiano‘’ (1962) e ‘’Canzone‘’ (1968). Nel 1965 incide la sua versione di ‘’Bella Ciao‘’ proposta poi durante ‘’Canzonissima‘’ esprimendo i suoi ideali senza paura, una delle sue caratteristiche principali, non fermarsi al cantautorato classico ma affrontare temi come il femminismo, la politica e le diversità. In questi anni di massimo successo viene ribattezzata ‘’La Pantera di Goro‘’ (Goro in riferimento alla sua città natale) formando assieme a Mina ‘’La Tigre di Cremona‘’ e Iva Zanicchi ‘’L’Aquila di Ligonchio‘’ il trio di cantanti che più di tutte appassioneranno gli Italiani tra gli anni ’60 e ’70. Ma Milva non si ferma alla musica e alla canzoni ‘’leggere‘’, studia recitazione e sotto la guida di maestri come Gino Bramieri e soprattutto Giorgio Strehler diventa un’attrice teatrale di primordine. Strehler diventa il suo maestro e per quest’ultimo lei diverrà probabilmente l’attrice preferita, interpreta spettacoli teatrali sold out in tutta Italia ed inizia ad essere richiesta all’estero. Ad oggi è l’unica artista italiana ad essersi esibita in Giappone, Germania, Francia, Svizzera, Grecia cantando i suoi successi nelle rispettive lingue, segno di uno studio e di una cultura oggi assente in ogni giovane artista. Il tetro non fermò la sua carriera musicale e negli anni inciderà hit indimenticabili come ‘’La Filanda‘’ (1972, il suo singolo più venduto), ‘’Alexander Platz‘’ (1982, scritta dall’inseparabile amico Franco Battiato), ‘’Sono Felice‘’ (1990, che segna il suo ritorno a Sanremo dopo 18 anni), la controversa ‘’Uomini Addosso‘’ (1993) sino all’ultimo suo Festival di Sanremo in cui incantò il pubblico con ‘’The Show Must Go On‘’ (2007) scritta per lei da Giorgio Faletti che le dedicò l’omonimo album. Un ritiro prematuro e incompreso arriva nel 2010, da li il doloroso silenzio da parte della stampa e dagli italiani che finalmente hanno deciso di ricordarla attribuendole un Premio doveroso ad una delle più grandi Dive del nostro paese.

 

Alessandro Paola.